Dopo le accuse dell’ex Revisore Milone (e Bergoglio, come sempre, non risponde), arrivano quelle dell’ex amministratore dell’Opera Romana Pellegrinaggi. «Estromesso con l’inganno» per aver cercato di eliminare «riciclaggio, evasione, tangenti».

 

A) Testo del discorso:

(…) «Dopo quattro anni rompe il silenzio e racconta la sua verità. E Caesar Atuire – ex amministratore delegato dell’Opera Romana pellegrinaggi meglio conosciuto come “Padre Cesare” – lo fa in un momento in cui il Vaticano è sotto attacco.

A pochi giorni dall’uscita dell’ultimo libro di Emiliano Fittipaldi, in cui il giornalista scrive di un documento – non verificato – che scriverebbe un altro capitolo della storia della scomparsa di Emanuela Orlandi e delle accuse di Libero Milone, ex revisore generale dei conti del Vaticano, che sostiene di aver lasciato il suo incarico perché minacciato di arresto, le parole dell’ex prete sull’ente che ha gestito dal 2007 al 2011 potrebbero aprire mettere ulteriormente in difficoltà la Santa Sede.

L’ex amministratore delegato dell’Orp ha parlato all’Ansa degli anni in cui è stato alla guida dell’istituto, difendendo il suo operato: “Nel periodo in cui sono stato Ad, l’Opera Romana pellegrinaggi ha vissuto il momento più florido della sua storia. Gli utili che ho versato al Vicariato dal 2007 al 2011 sono stati 22,7 milioni di euro, col +64,5% sui cinque anni precedenti”, sostiene Atuire.

Con le sue parole vuole smentire chi lo accusò di aver ridotto l’Orp sull’orlo del fallimento. “Quando ho assunto la guida ho dovuto sistemare una serie di irregolarità: riciclaggio, evasione, offerte di tangenti – ha aggiunto – Avevo sospeso due contratti importanti perché erano emersi degli elementi che a mio avviso puzzavano di corruzione. I fornitori hanno voluto fare causa all’Orp per mancato adempimento. Io ero disposto ad arrivare fino in fondo perché ritenevo di essere nel giusto. Altri, invece, volevano pagare e far tacere il tutto. Dopo la mia partenza, hanno patteggiato pagando soldi in nero”. L’ex prete ha infine sostenuto di essere stato allontanato dall’Opera Romana pellegrinaggio con l’inganno» (…)” (Huffington post, 27 settembre 2017)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

“Dicci dunque il tuo parere: È lecito o no pagare il tributo a Cesare?”. Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: “Ipocriti, perché mi tentate? Mostratemi la moneta del tributo”. Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: “Di chi è questa immagine e l’iscrizione?”. Gli risposero: “Di Cesare”. Allora disse loro: “Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”. A queste parole rimasero sorpresi e, lasciatolo, se ne andarono” (Mt 23,17-22)

 

C) Commento:

L’ex Revisore del Vaticano Milone nei giorni scorsi ha denunciato di essersi dimesso dall’incarico perché «minacciato» da persone del Vaticano; e ha fatto appello a Bergoglio di poter essere ascoltato e aiutato per l’ingiustizia subita.

La risposta di Bergoglio è stato il nulla. Un silenzio gelido e terribile, così come è avvenuto tante volte per i cristiani che a lui si sono rivolti per essere aiutati e difesi (basti pensare ai cristiani massacrati nel mondo a motivo della loro fede, come nel caso di Asia Bibi; ai difensori della famiglia voluta da Dio contro altre forme di unione che non sono famiglia, come nel caso dei “family day” o delle manifestazioni “a difesa della vita”, come nel caso del piccolo Charlie Grad; e molti altri casi in cui anziché difendere i cristiani e la cristianità, Bergoglio li abbandona definitivamente).

Ora, dopo le accuse dell’ex revisore Milone, altri dall’interno hanno deciso di rompere il silenzio per mostrare ciò che in realtà avviene da dentro, al di là delle parole di Bergoglio che si presenta in pubblico come un riformatore inflessibile, specie contro i pedofili (suo è il motto della “tolleranza zero”) e contro i corrotti.

Ebbene, a questo proposito, ancora una volta si predica bene ma si razzola male. Molto male. Dopo le gravi accuse dell’ex revisore Milone, un sacerdote, Caesar Atuir, denuncia ciò che è successo nel tempo in cui era responsabile dell’Opera Romana pellegrinaggi. Pur avendo risanato i conti e incrementato gli utili, è stato mandato via. La sua colpa, secondo padre Cesare, sarebbe stata quella di aver cercato di sconfiggere e «sistemare una serie di irregolarità: riciclaggio, evasione, offerte di tangenti». Senza riuscirvi, a causa della resistenza di altri che all’interno del Vaticano, hanno, a detta di padre Cesare, pagato in nero per mettere tutto a tacere.

Nonostante questo, Bergoglio però continua a scagliarsi contro la corruzione, dei politici e del mondo intero. «Medico, cura te stesso», potrebbero rispondere coloro che nel mondo sono accusati da Bergoglio di corruzione.

Ma a Bergoglio non interessa curare la Chiesa di Roma, che è mortalmente malata. Bergoglio le ha già dato il colpo di grazia. E con essa, Bergoglio sta travolgendo e uccidendo spiritualmente tutti coloro che provano a resistere per difendere la Chiesa di Roma, nella convinzione che lo Spirito di Dio sia ancora presente in Essa.

Ma senza lo Spirito di Dio, gli inferi hanno già prevalso su quegli uomini che sono ora al potere della Chiesa di Roma, su coloro che volontariamente hanno tradito Dio e lo Spirito di Dio per adorare un altro spirito che non è santo, che opera per creare una nuova religione mondiale dove Cristo è di nuovo ucciso e il Suo Sacrificio dimenticato.




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