Un altro motu proprio che distrugge il lavoro di Giovanni Paolo II sulla famiglia

 

A)     Testo del documento:

 (…) Più di recente, la Chiesa ha compiuto un ulteriore percorso sinodale mettendo nuovamente al centro dell’attenzione la realtà del matrimonio e della famiglia…. Compimento di questo intenso cammino è stata l’Esortazione apostolica post-sinodale Amoris laetitia. (…) Il cambiamento antropologico-culturale, che influenza oggi tutti gli aspetti della vita e richiede un approccio analitico e diversificato, non ci consente di limitarci a pratiche della pastorale e della missione che riflettono forme e modelli del passato. Dobbiamo essere interpreti consapevoli e appassionati della sapienza della fede in un contesto nel quale gli individui sono meno sostenuti che in passato dalle strutture sociali, nella loro vita affettiva e familiare. Nel limpido proposito di rimanere fedeli all’insegnamento di Cristo, dobbiamo dunque guardare, con intelletto d’amore e con saggio realismo, alla realtà della famiglia, oggi, in tutta la sua complessità, nelle sue luci e nelle sue ombre.
Per queste ragioni ho ritenuto opportuno dare un nuovo assetto giuridico all’Istituto Giovanni Paolo II, affinché «la lungimirante intuizione di San Giovanni Paolo II, che ha fortemente voluto questa istituzione accademica, oggi [possa] essere ancora meglio riconosciuta e apprezzata nella sua fecondità e attualità». Pertanto, sono venuto alla deliberazione di istituire un Istituto Teologico per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia, ampliandone il campo di interesse, sia in ordine alle nuove dimensioni del compito pastorale e della missione ecclesiale, sia in riferimento agli sviluppi delle scienze umane e della cultura antropologica in un campo così fondamentale per la cultura della vita” (Documento in forma di Motu Proprio “Summa familiae cura”, Roma, 8 settembre 2017)

 

B)     Riferimenti alla Sacra Scrittura:

Allora uno dei sette angeli che hanno le sette coppe mi si avvicinò e parlò con me: “Vieni, ti farò vedere la condanna della grande prostituta che siede presso le grandi acque. Con lei si sono prostituiti i re della terra e gli abitanti della terra si sono inebriati del vino della sua prostituzione” (Ap 17,1-2)

 

C)     Commento:

Bergoglio sforna senza sosta i “motu proprio” che uno dopo l’altro continuano a distruggere ciò che di buono i suoi predecessori hanno fatto nel tempo. Così come ci è voluto tanto tempo per costruire il bene, così in un attimo Bergoglio distrugge.

Due sono i bersagli principali dell’opera di distruzione di Bergoglio all’interno della chiesa: 1) la Famiglia; 2) la Vita.

Inesorabilmente Bergoglio avanza nel suo progetto di distruzione dei pilastri della cristianità. E ora cambia e stravolge ciò che Giovanni Paolo II aveva istituito per difendere il valore sacro della Famiglia. Per Gesù la Famiglia, fondata sull’unione indissolubile tra un uomo e una donna, deve essere favorita e preservata. Bergoglio ora dice che si devono favorire “gli sviluppi delle scienze umane e la cultura antropologica”, quindi dell’uomo. Non una cultura di ciò che viene da Dio, che ha voluto l’Uomo Dio Gesù, ma una cultura basata su ciò che è mondo, sul concetto di nuovo umanesimo che Bergoglio ha più volte richiamato, un umanesimo che non mette al centro Gesù, l’Uomo Dio, ma l’uomo chiamato a vivere senza Dio.

L’Istituto voluto a suo tempo da Giovanni Paolo II deve ora fare riferimento al “Dicastero per i laici, la famiglia e la vita” della chiesa di Bergoglio, a capo del quale vi è un fedelissimo di Bergoglio, tal Vincenzo Paglia, che più volte ha dato prova della sua vicinanza alla teoria gender (cfr. L’ipocrisia e l’eresia di Bergoglio sulla teoria del gender, gay e “trans”), all’omosessualità e alla non difesa della sacralità della vita (cfr. Lo spirito di Pannella e la difesa della sacralità della Vita).

Quindi, di male in peggio. Bergoglio, a parole continua nella sua azione ipocrita: voler far credere di “fare” cose nuove, “dire” cose a favore della famiglia e della sacralità della vita; ma in realtà, concretamente, facendo il contrario, distruggendo tutto ciò che è santo, distruggendo tutto ciò che di buono è stato fatto nel passato da chi lo ha preceduto. In conclusione Bergoglio continua a servirsi del nome dei santi di ieri e di oggi per distruggere ciò che di buono i santi hanno fatto per la Chiesa di Cristo.

Veramente le profezie e le Scritture si avverano: la chiesa di Bergoglio è la donna che è ebbra del sangue dei santi e dei martiri di Gesù (Ap 17,6), vedendo la quale l’Apostolo Giovanni è preso da grande meraviglia. “Ma perché ti meravigli?” gli dice l’angelo (Ap 17,7). San Giovanni si meraviglia perché mai e poi mai avrebbe potuto immaginare di vedere la Chiesa che Lui e gli altri Apostoli avevano fondato divenire “la grande prostituta” (Ap 17,1). La chiesa, da Sposa fedele di Cristo, si prostituisce con i grandi della Terra e diviene impura, infedele a Cristo.




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