L’insegnamento sul matrimonio di Bergoglio opposto a quello di Gesù

 

A) Testo del discorso di J.M. Bergoglio:

Cari fratelli, sono lieto di incontrarvi al termine del corso di formazione per i parroci, promosso dalla Rota Romana, sul nuovo processo matrimoniale. Ringrazio il Decano e il Pro Decano per il loro impegno in favore di questi corsi formativi. Quanto è stato discusso e proposto nel Sinodo dei Vescovi sul tema “Matrimonio e famiglia”, è stato recepito e integrato in modo organico nell’Esortazione apostolica Amoris laetitia e tradotto in opportune norme giuridiche contenute in due specifici provvedimenti: il motu proprio Mitis Iudex e il motu proprio Misericors Jesus. È una cosa buona che voi parroci, attraverso queste iniziative di studio, possiate approfondire tale materia, perché siete soprattutto voi ad applicarla concretamente nel quotidiano contatto con le famiglie.
(…) Ma io mi domando quanti di questi giovani che vengono ai corsi prematrimoniali capiscano cosa significa “matrimonio”, il segno dell’unione di Cristo e della Chiesa. “Sì, sì” dicono di sì, ma capiscono questo? Hanno fede in questo? Sono convinto che ci voglia un vero catecumenato per il Sacramento del matrimonio, e non fare la preparazione con due o tre riunioni e poi andare avanti.
(…) Al tempo stesso, fatevi prossimi, con lo stile proprio del Vangelo, nell’incontro e nell’accoglienza di quei giovani che preferiscono convivere senza sposarsi. Essi, sul piano spirituale e morale, sono tra i poveri e i piccoli, verso i quali la Chiesa, sulle orme del suo Maestro e Signore, vuole essere madre che non abbandona ma che si avvicina e si prende cura. Anche queste persone sono amate dal cuore di Cristo. Abbiate verso di loro uno sguardo di tenerezza e di compassione. Questa cura degli ultimi, proprio perché emana dal Vangelo, è parte essenziale della vostra opera di promozione e difesa del Sacramento del matrimonio” (Discorso ai partecipanti al corso sul processo matrimoniale, Roma, 25 febbraio 2017)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

“Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi” (Mt 19,5-6)

Ma Pietro e Giovanni replicarono: “Se sia giusto innanzi a Dio obbedire a voi più che a lui, giudicatelo voi stessi” (At 4,19)

Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: “Ecco che sei guarito; non peccare più, perché non ti abbia ad accadere qualcosa di peggio” ” (Gv 5,14)

 

C) Commento:

Bergoglio dopo aver promosso la sua nuova legge sul matrimonio che distrugge l’insegnamento cristiano di Gesù sull’indissolubilità del matrimonio, ora impone la sua nuova dottrina a tutti i sacerdoti della chiesa di Roma, con lo scopo di annientare definitivamente la vera legge cristiana sul matrimonio voluta da Gesù.

Gesù ha insegnato l’indissolubilità del matrimonio. Quindi: «Non osi l’uomo separare ciò che Dio unisce». Bergoglio invece, in nome di una misericordia falsa e ingannevole, ben diversa dalla vera misericordia cristiana di Gesù, ha varato una nuova legge che spalanca le porte all’annullamento dei matrimoni cristiani (cfr. La nuova legge di Bergoglio che annulla l’indissolubilità del matrimonio), che ora vuole imporre a tutti. Di conseguenza, i sacerdoti della chiesa di Roma che vorranno rimanere fedeli alla vera Legge di Dio saranno costretti o a rinnegare la vera fede cristiana, scegliendo di rimanere fedeli a Bergoglio, il loro pontefice, divenendo apostati; o ad abbracciare il martirio, così come scritto nel Libro dell’Apocalisse (Ap 17,6), rimanendo fedeli a Gesù.

Bergoglio insegna ai parroci ad essere intransigenti verso i giovani che desiderano prepararsi a vivere il vero matrimonio cristiano, imponendo loro una preparazione lunga e stancante, al solo scopo di portare i giovani a preferire la convivenza. Infatti Bergoglio insegna ai sacerdoti a “farsi prossimi verso quei giovani che preferiscono convivere senza sposarsi”. Ma un vero cristiano dovrebbe insegnare “a quei giovani” che la convivenza non è da Dio, che Gesù ha insegnato a unirsi in matrimonio e a rimanere fedeli per sempre. Gesù era misericordioso verso il peccatore, “si faceva prossimo” per aiutare il peccatore a salvarsi, ad allontanarsi dalla condizione di peccato. “Farsi prossimo” per curare e salvare, non per lasciare nel peccato in nome di una falsa misericordia, che non cura il male ma che porta a perire per l’eternità.

Ai giovani che desiderano vivere il matrimonio cristiano si deve insegnare primariamente a rispettare il valore della santità e il valore della fedeltà, rimanendo coerenti alle promesse fatte. Santi e fedeli verso se stessi, verso il coniuge, verso Dio.

Sull’esempio di San Pietro e di San Giovanni Apostolo, ogni cristiano autentico risponderà ai sacerdoti della chiesa di Roma che hanno rinnegato la vera fede: «Se sia giusto innanzi a Dio obbedire a voi più che a Gesù, giudicatelo voi stessi» (At 4,19).




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