L’ennesima eresia di Bergoglio: “la salvezza è gratuita”. Errare è umano, perseverare diabolico

 

A)     Testo del discorso di J.M. Bergoglio:

Nell’odierna pagina evangelica (cfr Mt 20,1-16) troviamo la parabola dei lavoratori chiamati a giornata, che Gesù racconta per comunicare due aspetti del Regno di Dio: il primo, che Dio vuole chiamare tutti a lavorare per il suo Regno; il secondo, che alla fine vuole dare a tutti la stessa ricompensa, cioè la salvezza, la vita eterna. (…) In realtà, questa “ingiustizia” del padrone serve a provocare, in chi ascolta la parabola, un salto di livello, perché qui Gesù non vuole parlare del problema del lavoro o del giusto salario, ma del Regno di Dio! E il messaggio è questo: nel Regno di Dio non ci sono disoccupati, tutti sono chiamati a fare la loro parte; e per tutti alla fine ci sarà il compenso che viene dalla giustizia divina – non umana, per nostra fortuna! –, cioè la salvezza che Gesù Cristo ci ha acquistato con la sua morte e risurrezione. Una salvezza che non è meritata, ma donata – la salvezza è gratuita -, per cui «gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi» (Mt 20,16)” (Angelus, Piazza San Pietro, Roma, 24 settembre 2017)

 

B)     Riferimenti alla Sacra Scrittura:

Ed ecco un tale gli si avvicinò e gli disse: “Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?”. Egli rispose: “Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti”. Ed egli chiese: “Quali?”. Gesù rispose: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso”. Il giovane gli disse: “Ho sempre osservato tutte queste cose; che mi manca ancora?”. Gli disse Gesù: “Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi”. Udito questo, il giovane se ne andò triste; poiché aveva molte ricchezze” (Mt 19, 16-22)

 

C)     Commento:

I veri cristiani sanno che la salvezza non è gratuita e non può essere un regalo, come invece afferma Bergoglio di continuo nei suoi insegnamenti eretici, contrari alla vera dottrina cristiana (cfr. “La salvezza… si regala, è gratuita”La falsa misericordia: “Dio perdona tutto e Dio perdona sempre”“Gesù è gratis, la salvezza è gratis”; “Dio ci ha salvato gratuitamente… e l’essenza della salvezza non deriva dal fare il bene”). Errare è umano, perseverare è diabolico.

La salvezza è un dono di Dio che però deve essere meritato, conquistato. «Aiutati che Dio ti aiuta», è detto. Dio tende per primo la sua mano, per aiutare ogni figlio. La mano tesa di Dio però deve incontrare quella dell’uomo, che quindi si deve sforzare, almeno mettendoci tutta la buona volontà, per fare la volontà di Dio.

L’esempio della pagine del Vangelo di Matteo commentato da Bergoglio (Mt 20,1-16) è chiaro. Il padrone della vigna esce per invitare gli uomini che sono senza far nulla nelle piazze a entrare e lavorare nella sua vigna. Tra costoro, alcuni acconsentono ed entrano a lavorare, in diverse ore del giorno. Per costoro vi è la ricompensa del padrone, che è Dio.

Nel caso in cui, però, anziché acconsentire, gli uomini rinunciano e rifiutano l’offerta di Dio, costoro non prendono parte con Dio, non per scelta di Dio ma per loro scelta personale. Basti pensare al “giovane ricco”, invitato da Gesù a seguirlo. Il giovane però rinunciò. E non prese parte con Gesù e si perse. Quel giovane non ottenne la salvezza, non per colpa di Dio ma per colpa sua personale.

Come sempre è la libertà, che Dio ha donato a tutti, a fare la differenza. C’è chi accetta l’invito di Dio e chi no. Chi non accetta è libero di farlo, così come poi Dio, nel giorno del giudizio, è libero di giudicare e quindi di decidere se quell’individuo è meritevole di salvezza oppure no. Quindi la salvezza è sì un dono di Dio, il dono più prezioso. Ma non può essere gratuita: va conquistata. La differenza è essenziale e sostanziale.

Quindi Bergoglio insegna una dottrina eretica, opposta a quella insegnata da Gesù.




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