“L’onnipotenza di Dio non è onnipotenza di forza e di autorità, ma solo di amore”

 

A) Testo del discorso di J.M. Bergoglio:

““(…) I due discepoli tornano alla loro vita quotidiana, carichi di delusione e disperazione: il Maestro è morto e quindi è inutile sperare. Erano disorientati, illusi e delusi. Il loro cammino è un tornare indietro; è un allontanarsi dalla dolorosa esperienza del Crocifisso. La crisi della Croce, anzi lo “scandalo” e la “stoltezza” della Croce (cfr 1 Cor 1,18; 2,2), sembra aver seppellito ogni loro speranza. Colui sul quale hanno costruito la loro esistenza è morto, sconfitto, portando con sé nella tomba ogni loro aspirazione. Non potevano credere che il Maestro e il Salvatore che aveva risuscitato i morti e guarito gli ammalati potesse finire appeso alla croce della vergogna. Non potevano capire perché Dio Onnipotente non l’avesse salvato da una morte così ignobile. La croce di Cristo era la croce delle loro idee su Dio; la morte di Cristo era una morte di ciò che immaginavano fosse Dio. Erano loro, infatti, i morti nel sepolcro della limitatezza della loro comprensione. Quante volte l’uomo si auto-paralizza, rifiutando di superare la propria idea di Dio, di un dio creato a immagine e somiglianza dell’uomo! Quante volte si dispera, rifiutando di credere che l’onnipotenza di Dio non è onnipotenza di forza, di autorità, ma è soltanto onnipotenza di amore, di perdono e di vita!” (Viaggio in Egitto, Omelia, Il Cairo, 29 aprile 2017)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

In quella notte io passerò per il paese d’Egitto e colpirò ogni primogenito nel paese d’Egitto, uomo o bestia; così farò giustizia di tutti gli dèi dell’Egitto. Io sono il Signore!” (Es 12,12)

Quand’ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore. Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo” (Gn 19,24-25)

Dalla bocca gli esce una spada affilata per colpire con essa le genti. Egli le governerà con scettro di ferro e pigerà nel tinoil vino dell’ira furiosa del Dio onnipotente” (Ap 19,15)

 

C) Commento:

Bergoglio nega l’onnipotenza di Dio. Dire che l’Onnipotenza di Dio Padre sia solo un’Onnipotenza di “amore, di perdono e di vita” significa dire che Dio tutto può spiritualmente ma non materialmente, significa negare l’essenza di Dio Padre onnipotente. Dio Padre tutto può. Dio Padre Onnipotente può salvare, nel momento in cui vede nel peccatore uno spiraglio di luce; ma Dio Padre Onnipotente può anche agire d’autorità, di forza, per difendere i propri figli e difendere ciò che Gli appartiene.

Questo è ciò che ci insegna la storia di Dio. Nella storia tante volte Dio ha agito con autorità, con forza e con potenza. Basti pensare alla fine che hanno fatto le città di Sodoma e di Gomorra, che sono state incenerite dalla potenza di Dio che ha mandato fuoco e fiamme dal Cielo, per purificare con il fuoco il peccato dilagante.

Negare l’onnipotenza di Dio è negare l’essenza di Dio. Negare l’onnipotenza di Dio è bestemmiare lo Spirito Santo, che si manifesta con Amore ma anche con Forza e con Autorità Suprema. Dio Padre Onnipotente è l’Autorità Suprema. E Dio Padre Onnipotente, in forza della Sua Autorità Suprema, tutto può. Con i nemici agisce con Forza, annientandoli; con i Suoi figli agisce con Amore, donando loro la Vita eterna.




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