Bergoglio: “A me piace pensare a Giuda”

 

A) Testo del discorso di J.M. Bergoglio:

« (…) Questa — ha affermato Francesco — sarà la promessa. Un popolo che sa pentirsi, che si riconosce peccatore, è come uno scarto di questa gente». E, ha aggiunto, «a me piace pensare a Giuda». Senza dubbio «Giuda è stato un traditore, ha peccato di brutto, ha peccato forte». Ma «poi il Vangelo dice che, pentito, è andato da loro a ridare le monete». E loro hanno cercato di tranquillizzarlo dicendo: «Tu sei stato il nostro socio, noi abbiamo il potere di perdonarti tutto». Lui rifiuta e loro gli rispondono di arrangiarsi, il problema è suo. Così «lo hanno lasciato solo, scartato: il povero Giuda traditore e pentito non è stato accolto dai pastori, perché questi avevano dimenticato cosa fosse un pastore». Erano «gli intellettuali della religione, quelli che avevano il potere, che portavano avanti la catechesi del popolo con una morale fatta dalla loro intelligenza e non dalla rivelazione di Dio» ” (Omelia, Casa Santa Marta, 13 dicembre 2016)

 

B) Riferimenti alla Sacra Scrittura:

Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui, ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo è tradito! Bene per quell’uomo se non fosse mai nato!” (Mc 14,21)

Gesù si mise a parlare loro in parabole: “Un uomo piantò una vigna, vi pose attorno una siepe, scavò un torchio, costruì una torre, poi la diede in affitto a dei vignaioli e se ne andò lontano. A suo tempo inviò un servo a ritirare da quei vignaioli i frutti della vigna. Ma essi, afferratolo, lo bastonarono e lo rimandarono a mani vuote. Inviò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo coprirono di insulti. Ne inviò ancora un altro, e questo lo uccisero; e di molti altri, che egli ancora mandò, alcuni li bastonarono, altri li uccisero. Aveva ancora uno, il figlio prediletto: lo inviò loro per ultimo, dicendo: Avranno rispetto per mio figlio! Ma quei vignaioli dissero tra di loro: Questi è l’erede; su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra. E afferratolo, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna. Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e sterminerà quei vignaioli e darà la vigna ad altri” (Mc 12,1-9)

 

C) Commento:

A Bergoglio piace pensare al “povero Giuda”. Non è la prima volta che Bergoglio pensa al “povero Giuda” (cfr. Giuda, “povero uomo pentito”). Evidentemente le affinità tra Giuda e Bergoglio sono tali da indurre Bergoglio a pensare spesso al “Traditore” per eccellenza.

Giuda ha tradito Cristo, il Figlio di Dio. Così facendo, Giuda ha tradito il Padre, che nel Figlio è, e lo Spirito Santo. Giuda non si è pentito. Se si fosse pentito, Giuda sarebbe tornato da Cristo e avrebbe chiesto perdono, come fece Pietro, che pianse per il suo peccato ai piedi di Maria e degli Apostoli. I farisei ipocriti, coloro che avevano messo a morte il Figlio di Dio, non erano più veri pastori. Lo spirito del male era in loro. Apparivano come tali, ma per Dio Padre non erano più i “pastori” del suo gregge, bensì i vignaioli omicidi descritti nella parabola di Gesù.

Ora come allora chi si definisce “pastore” ma è in realtà animato dallo spirito del male, non è più tale per Dio Padre. Ecco allora che le parole di Bergoglio ritornano a lui come un boomerang. Dice Bergoglio: «Il povero Giuda traditore e pentito non è stato accolto dai pastori, perché questi avevano dimenticato cosa fosse un pastore». Erano «gli intellettuali della religione, quelli che avevano il potere, che portavano avanti la catechesi del popolo con una morale fatta dalla loro intelligenza e non dalla rivelazione di Dio». Bergoglio parlando dei farisei di allora non fa altro che documentare la realtà che si vive oggi.




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